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A seguito delle continue e costanti visite ispettive degli organi di vigilanza, sono emerse ancora "sacche di illegalità" nella gestione del personale. In particolare chi ha inserito nelle proprie aziende lavoratori immigrati, oppure rifugiati politici o stranieri indigenti, anche suggeriti da cooperative sociali che si occupano di accoglienza di migranti, attraverso controlli incrociati tra questura, ispettorato del lavoro e le stesse strutture di accoglienza, verranno controllati per verificare il rispetto delle norme di sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro. In pratica chiunque presti opera nelle varie attività economiche attività deve ricevere lo stesso trattamento dei lavoratori già inseriti: 

  • Effettuare la visita medica preventiva;
  • Ricevere la formazione, informazione e addestramento (con attenzione alla lingua di appartenenza);
  • Essere dotati di tutti i D.P.I. con verbale di consegna;
  • Lavorare in ambienti di lavoro salubri;
  • Essere inseriti per aggiornare il DVR in base alle mansioni e scheda di rischio.

Non esiste nessun tipo di deroga (così come per l'uso di voucher, o lavoratori minorenni o temporanei) per evitare le eventuali sanzioni pecuniarie e penali in caso di inadempimento.

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